Andrea's profileLa semplicità è la forma...PhotosBlogGuestbookMore ![]() | Help |
La semplicità è la forma della vera grandezza...perchè la vita è un brivido che vola via...è tutto un equilibrio sopra la follia... |
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Benvenuti nel blog di Massimo Troisi "Vciè a' vit s' pigl comm ven..." "...Secondo te i' sò scem allor...i' a pigl comm ven...sul cca a' mmè m' ven semp na' chiavc..."
October 08 Operata al cervello al settimo mese, recupera la vista e salva i suoi bimbiQuando ha scoperto di avere il cancro al cervello era incinta da sette mesi, avrebbe dovuto scegliere se essere operata e salvarsi o portare avanti la
gravidanza con grave rischio per la sua salute. I suoi colleghi medici però, lavorando in squadra, le hanno impedito la drammatica scelta, salvandola e rendendola una madre felice.La cura ormonale Elisabetta Tresoldi, 36enne ematologa residente ad Orsenigo, è sposata da cinque anni e lavora presso la struttura ospedaliera di Erba. Un anno fa lei e il marito Massimo decisero di mettere in cantiere un figlio, ma inizialmente sembrava ci fossero difficoltà. La dottoressa aveva iniziato una cura ormonale per favorire la gravidanza ma dopo due tentativi andati male stavano pensando di rivolgersi allo Stato per un’adozione. Ma la terapia ormonale prevede tre cicli di cure ed è stato proprio durante l’ultimo che Elisabetta si è scoperta incinta di due bambini. «Ero felicissima », ha raccontato. Problemi alla vista La felicità della coppia è stata messa in discussione al secondo mese di gestazione, quando Elisabetta ha iniziato ad avvertire problemi all’occhio sinistro, con il quale non riusciva più a mettere a fuoco. Pochi giorni dopo gli stessi sintomi anche all’occhio destro. La Tresoldi è stata visitata subito dall’oculista San Gerardo di Monza ma il problema era di natura neurologica. La diagnosi Dopo la Tac i medici le dissero che il cranio presentava un’anomalia cerebrale. I successivi esami non hanno più lasciato spazio a dubbi: Elisabetta aveva un tumore alla base del cranio, un meningioma benigno che, però, rischiava di crescere in fretta e comprimerle i nervi ottici, rendendola cieca per sempre. Ad agosto la dottoressa era diventata cieca di un occhio e presto la stessa sorte sarebbe toccata anche al secondo. La lotta per la vita Sono stati momenti duri, quelli in cui la donna ha dovuto lottare con se stessa, con i dubbi di una scelta lacerante: pensare alla sua salute e farsi operare, interrompendo la gravidanza, o lasciare che i suoi piccoli crescessero dentro di lei, sacrificando la vista. «In ospedale mi sono sempre stati tutti vicini, dottori e personale - ha raccontato la donna - e grazie ai miei colleghi, non ho dovuto scegliere». Dopo qualche settimana di riunioni e comparazioni di esami infatti, il team di medici che l’ha presa in cura, ha deciso di operare senza interrompere la gravidanza. Ecco Elia e Rachele Elisabetta oggi è una mamma felice, con suo marito e i suoi piccoli Elia e Rachele, nati lo scorso 5 novembre. «Questa esperienza ha unito tanto me e mio marito - ha ricordato la donna - la sera prima dell’intervento gli dissi che poteva essere il mio ultimo giorno da vedente e che, in quel caso, sarebbe diventato lui i miei occhi, per vedere i nostri bambini crescere. Se oggi siamo tutti qui, lo devo all’ospedale» October 04 'Io vado dovunque ci sono dolore e sofferenza e non c'e' amore, per portarcelo''La prima storia che voglio raccontare va un pò in contrasto con quello che ho scritto nella mia introduzione, perché vi voglio raccontare la storia di un personaggio diventato ormai famoso, sul quale è stato prodotto anche un film, ma credo che sia sempre una storia bella da raccontare e soprattutto da ricordare, essendo, a mio parere uno dei più belli esempi positivi di semplicità. Il suo nome è Hunter “Patch” Adams.
Decide di fare il medico quando adolescente viene ricoverato in una clinica per malattie mentali a causa di una forte depressione. Là conosce Rudy, un ragazzo malato di mente e lo aiut a superare i suoi deliri grazie a un gioco divertente. Patch si accorge che aiutare gli altri gli da' gioia ed emozione e decide di iscriversi all'Universita'.
Qui pero' incontra un ambiente asettico, dove viene incoraggiato il distacco dal paziente, dove si insegna tutto sulla malattia e niente sul malato e diventa un ribelle. Viene bocciato una volta per "eccessiva gaiezza" e un tutor universitario gli dice: "se volevi fare il clown dovevi andare a lavorare in un circo". Patch vuole anche fare il clown ma desidera soprattutto diventare medico e cosi'... mette insieme le due cose. Patch e' una sorta di guaritore che cerca di scoprire come funzionano i pazienti. Cosa li diverte? Cosa li stimola? Realizzare le loro fantasie puo' aumentare l'emissione di endorfine e accelerarne la guarigione. E allora Patch riempie una stanza di palloncini, una vasca da bagno di tagliatelle, va in giro con un naso da clown e le scarpe grandi, indossa una cravatta che emette dei suoni e soprattutto sorride e spiega: "Sappiamo tutti quanto sia importante l'amore, eppure, con quale frequenza viene provato o manifestato veramente? I mali che affliggono la maggior parte dei malati, come la sofferenza, la noia e la paura, non possono essere curati con una pillola. I medici devono curare le persone, non le malattie". Il Gesundheit! Institute, con sede a Hillsboro nel West Virginia, è stato fondato nel 1972 dal dottor Patch Adams. Il Gesundheit Hospital nasce da una proposta di modello di sistema sanitario con lo scopo di cambiare la società: si tratta di un Ospedale rurale con 40 posti letto, nel quale le cure sono gratuite e basate sulla compassione e sull’amicizia. L'Istituto basa la propria attività sulla sostituzione di sentimenti negativi come egoismo e competizione con generosità e compassione. Una delle missioni regolari del Gesundheit! Institute prevede il ricorso alla cosiddetta Clownterapia. Il progetto prevede l'uso del sorriso come elemento integrante ed efficace della terapia medica. In passato, il Gesundheit! Institute ha predisposto l'invio di Clown in zone di guerra come la Bosnia, campi per rifugiati in Macedonia, e orfanotrofi per bambini con AIDS.
Gesundheit Institute, una clinica non convenzionale nella quale i pazienti incontrano non solo un medico ma anche un amico, rappresenta il compimento dei sogno che Patch Adams ha sempre lottato per realizzare. Intervista a Patch Adams September 25 Intervista a Claudio Lippi: "La protesta contro la tv spazzatura è stata un successo, ma non è finita qui"Abbiamo fatto una lunga chiaccherata con Claudio Lippi all'indomani della sua protesta. Ci ha parlato di Buona Domenica, della tv spazzatura, dei progetti futuri, dei rapporti con Cesare Lanza, dei limiti del lavorare con Costanzo, del ruolo di Sgarbi in tv e... di quell'appuntamento mancato con Piersilvio Berlusconi.
Domenica scorsa - alle 17.30 - è andato in scena l'atto finale della sua campagna contro la tv volgare. Proviamo a tirare le somme, anche perché i dati sono discordanti: qualcuno parla di un milione e mezzo di adesioni, altri di 600mila. Gli spettatori hanno spento la tv o no?
Immaginiamo comunque che la campagna non fosse fine a se stessa. L'obbiettivo non erano quei cinque minuti: dove ha intenzione di spingersi? Ma che Lippi rivedremo in tv... quando tornerà? La RAI ha deciso di mettere fine alla follia dei palinsesti. Cosa ne pensa? Qualcosa si sta muovendo anche grazie al suo plateale gesto? Da quest'anno era diventato autore di Buona Domenica, ma il rapporto con Lanza è sempre stato difficile o i problemi sono iniziati dopo? Lei è sempre stato protagonista della tv della sobrietà, però a Buona Domenica, con Maurizio Costanzo, non ha sempre espresso il meglio di sè. Oltretutto Sgarbi era chiaramente lì per litigare, diciamocelo: esagerava proprio per fare ascolto. Lo pagavano per quello. Pentimenti? L'altra faccia della vita...Provate ad accendere la TV, in qualsiasi momento della vostra giornata, sintonizzandovi su un qualsiasi canale, nel 99% dei casi troverete davanti a voi o le immagini di un reality, o quanche servizio su un personaggio famoso con i relativi commenti sulla sua vita privata o litigi televisivi creati per aumentare l'audience, ma più in generale una serie di frivolezze e banalità che sono ormai entrate a far parte della nostra vita e che ormai sono considerate "normali", cioè non ci facciamo più caso e difficilmente cambiamo canale ma segiuamo con discreto interesse e leggera attenzione. I modelli che la TV ci propina quotidianamente non ci danno la giusta dimensione della realtà in cui viviamo, ma la modellano a loro vantaggio per inbire lo sviluppo critico della gente e indirizzarle verso una forma mentis, che distoglie dalla ricerca della verità e imprigiona nei limiti in cui decidono di farci vivere. In questo mio piccolo spazio io voglio scrivere e raccontare storie che secondo me possono insegnare a crescere, a sviluppare la capacità critica delle persone e dare un immagine positiva della vita. Perchè tantissime sono le storie di coraggio, di umità, di sacrificio, di passione che noi non conosciamo, ma conosciamo tutto della vita privata dei personaggi famosi, dei loro tatuaggi e delle loro molteplici fidanzate/i. Non pretendo di cambiare la vita di nessuno ma semplicemente portare (nel mio piccolissimo spazio) esempi positivi nei quali a mio modesto parere i giovani di oggi, ma qualsiasi persona, possano trarre esempio e sviluppare le loro considerazioni, aumentando così lo spirito critico in modo autonomo e non giudato da giudizi televisivi o modi di raccontare le notizie molto soggettivi e omettendo le cose scomode. Grazie della vostra attenzione. August 11 Perla di Biagio...L’amore è un’autostrada, è una strada, è un passaggio, ogni volta bisogna stare sempre attenti come quando si guida forte. Quando si giuda forte…è pericoloso…si va più forte ma c’è pericolo, è l’amore è uguale, quando si corre quando si ama di più alla fine..tac..ecco il pericolo. Quindi quando si va piano si ama meno ma si sta un po’ più tranquilli, quando si va forte si ama più forte, però...attenzione. Quindi qual è la strada migliore…io tendenzialmente dove posso correre...corro…quando posso. |
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